Alessandro Freschi

Alessandro Freschi

CIAO

Sono Alessandro Freschi. Consulente finanziario e Imprenditore network marketing dal dicembre del 2013. Mi sono approcciato a questo mondo dopo aver studiato, ho seguito corsi formativi e da autodidatta ho affinato le mie competenze sul NM. Il mio primo anno è stato contraddistinto da molte soddisfazioni, ma nonostante la creazione di una grossa struttura, mi sono reso conto che la duplicabilità deve essere la più semplice possibile e allo stesso la più innovativa, a passo con l'evoluzione web...Inoltre ho compreso quanto sia necessario l'apprendimento tecnico di quello che sono le tecniche di lavoro, perchè la vendita è una scienza e perchè molto spesso viene fraintesa alla formazione motivazionale. In questo blog presenterò quelli che sono stati i miei passi, con la consapevolezza di farvi trovare aspetti a voi familiari. Parlerò della rivoluzione del mio sistema, che ha trovato il giusto mix tra il classico passaparola e gli strumenti online. Spiegherò quelli che sono i business con la quale collaboro e quali sono le loro caratteristiche. Ci addentreremo in discorsi all'ordine del giorno di qualsiasi networker, trovando i punti deboli e ricercando le soluzioni .Troveremo la giusta alchimia, con la semplice spiegazione della mia vita professionale. Infondo, la FORMAZIONE è condivisione di esperienze, il metodo migliore per costruire un impero duplicabile che porti l'indipendenza economica a voi e a tutta la vostra struttura. Inoltre parleremo di argomenti poco vicini al network, ma con importanza elevata per la concezione del mondo, della società. Perchè il network marketing è la magia di far convivere le persone di questa nostra società. COMINCIAMO QUESTO VIAGGIO INSIEME? E allora PARTIAMO.

LA VERA SCUOLA PER LA VITA

IL CONTROLLOPosted by Alessandro Freschi Thu, March 05, 2015 23:17:43

Ciao, per prima cosa, ti ringrazio per aver letto il primo articolo. Proseguiamo con il nostro viaggio alla ricerca delle cause del CONTROLLO.

Per arrivare a destinazione devo e voglio cominciare con una mia esperienza personale.



Era il 1994, ultimo anno delle scuole dell’obbligo. Poco prima degli esami si svolgevano degli incontri professori/genitori che avevano come scopo consigliare il futuro scolastico, o professionale, mio e dei restanti ragazzi dell’istituto.

Al colloquio, la professoressa portavoce del comitato professori, ci accoglieva. Con me c’erano sia mia madre che mio padre, erano eventi che mettevano agitazione senza un senso visibile, ma con un timore di fondo nascosto, sintomo del malessere della società moderna, prova dell’essere vittime dei giudizi.

La prof invita i miei a sedersi, prende una sua cartellina con schede riguardanti il mio caso, indossa gli occhiali da vista, pausa di riflessione e comincia la sua relazione di giudizi e valutazioni.

Il ragazzo ha delle capacità, nella mia materia, la “matematica”, è perfetto, ma per il resto non si applica, a mio avviso il suo percorso istruttivo potrebbe indirizzarsi verso un istituto professionale, capace di prepararlo al mondo del lavoro, vista la sua poca voglia all’apprendimento scolastico.

I miei genitori annuivano, con il viso che incassava colpi, dati con un’aggressività civile. Ogni tanto volgevano il loro sguardo verso di me, come per dire: “hai sentito?”, con una sorta di delusione, conseguenza di una speranza dissolta.


Fu in quel momento che manifestai il mio essere indisciplinato, la mia vena rivoluzionaria, il primo tassello di un carattere che avrebbe modificato scelte e situazioni di vita.

Feci un gesto di interruzione, alzando la mano e leggermente la voce, i partecipanti al discorso si zittirono, volsero il loro sguardo e le loro attenzioni verso me, con sorpresa da parte dei miei e con un sentimento di vendetta della professoressa. Dissi: “Queste sono sue considerazioni, senza vera legittimità, posso più o meno riconoscermi nella sua analisi, posso condividere o meno l’essere giudicato, ma non tollero la sua arroganza imperativa nel dover scegliere il mio futuro, non ne ha il diritto, nessuno lo ha, quindi i suoi consigli sono aria fritta, che troveranno appiglio con altre persone, mai con me.”

Devastazione, distruzione, nervosismo, insomma, con quel gesto si crearono molte conseguenze negative, perché era stato rotto il filo continuo del CONTROLLO.

Il controllo non ammette azioni fuori dall’ordinario, ha come scopo la violenza psicologica, la schiavitù mentale. Si trovano moltissimi casi simili al mio, ma rare conseguenze che somigliano alla mia reazione.

La società, le istituzioni, ci addestrano sin da subito ad abituarci nell’essere schiavi, tu devi essere il risultato concordato a tavolino dai potenti. Assicurarsi sin dai primissimi anni che i tuoi figli abbiano una visione più limpida del loro futuro è un tuo dovere, essere una guida in grado di curare i loro interessi è basilare.

La scuola, sia dell’obbligo che non, è la preparazione al mondo professionale, la SCELTA è quella che contraddistinguerà il tuo futuro e più sei consapevole delle imposizioni create per controllarti, più avrai una limpida visione dei tuoi desideri.

Ma dopo la scuola inizia il lavoro, che condito ai media (giornali, telegiornali, il web e addirittura i film), è responsabile della terza forma di controllo.

Questo passa il testimone al prossimo articolo, LA TELEVISIONE.

Sono felice che tu abbia letto il mio articolo e spero che tu possa aver trovato spunti interessanti.

Se non hai visionato il mio sito, con la possibilità di utilizzo della piattaforma clicca qui:

Saluti Alessandro Freschi.

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