Alessandro Freschi

Alessandro Freschi

CIAO

Sono Alessandro Freschi. Consulente finanziario e Imprenditore network marketing dal dicembre del 2013. Mi sono approcciato a questo mondo dopo aver studiato, ho seguito corsi formativi e da autodidatta ho affinato le mie competenze sul NM. Il mio primo anno è stato contraddistinto da molte soddisfazioni, ma nonostante la creazione di una grossa struttura, mi sono reso conto che la duplicabilità deve essere la più semplice possibile e allo stesso la più innovativa, a passo con l'evoluzione web...Inoltre ho compreso quanto sia necessario l'apprendimento tecnico di quello che sono le tecniche di lavoro, perchè la vendita è una scienza e perchè molto spesso viene fraintesa alla formazione motivazionale. In questo blog presenterò quelli che sono stati i miei passi, con la consapevolezza di farvi trovare aspetti a voi familiari. Parlerò della rivoluzione del mio sistema, che ha trovato il giusto mix tra il classico passaparola e gli strumenti online. Spiegherò quelli che sono i business con la quale collaboro e quali sono le loro caratteristiche. Ci addentreremo in discorsi all'ordine del giorno di qualsiasi networker, trovando i punti deboli e ricercando le soluzioni .Troveremo la giusta alchimia, con la semplice spiegazione della mia vita professionale. Infondo, la FORMAZIONE è condivisione di esperienze, il metodo migliore per costruire un impero duplicabile che porti l'indipendenza economica a voi e a tutta la vostra struttura. Inoltre parleremo di argomenti poco vicini al network, ma con importanza elevata per la concezione del mondo, della società. Perchè il network marketing è la magia di far convivere le persone di questa nostra società. COMINCIAMO QUESTO VIAGGIO INSIEME? E allora PARTIAMO.

INTERNET STA PER SCOMPARIRE

NEWSPosted by Alessandro Freschi Tue, February 03, 2015 10:24:23

Eric Schmidt (Google): "Internet è destinato a scomparire"

"Internet è destinato a scomparire". Detto dal numero 1 di Google, e per di più davanti alla platea del World Economic Forum di Davos in Svizzera, assomiglia parecchio ad una provocazione dialettica. E infatti Eric Schmidt precisa subito che la "scomparsa" in questione si sostanzierà più che altro in un diverso rapporto con la rete, la quale troverà un nuovo spazio, meno intrusivo, per essere presente tutto intorno a noi.

LA RETE COME PRESENZA FISSA - "Saremo circondati da così tanti sensori e accessori connessi alla Rete, che pur essendo ovunque sarà sempre più difficile rendersene conto", ha specificato Schmidt. Immaginiamo una stanza della nostra casa in cui tutti gli oggetti tecnologici siano collegati alla Rete: “Diventeranno una presenza normale, interagire con loro un’abitudine quotidiana”, ammette il presidente esecutivo di Google. "E così Internet, pur passando in secondo piano, permetterà di far emergere un mondo altamente personalizzato, altamente interattivo e decisamente interessante". Una "sparizione" che è dunque in realtà una vera e prorpia "metabolizzazione" del web.

IL FUTURO - Sempre in occasione del WEF, altre considerazioni hanno cercato di analizzare il futuro della Rete. Sheryl Sandberg, Direttore Operativo di Facebook, ha fatto notare che il web attuale è ancora la punta di un iceberg destinato a diventare sempre più grande: "Al giorno d’oggi solo il 40% della popolazione mondiale ha accesso a Internet. Immaginiamoci quanto potrebbero cambiare le cose quando la percentuale salirà al 50 o al 60 per cento."

RETE ED ECONOMIA - Trattandosi di un Forum economico, anche il problema del lavoro è stato preso in considerazione, analizzando la nuova rivoluzione tecnologica che sta vivendo il mercato. “Tutti sono preoccupati per i posti di lavoro, ma semplicemente perché la trasformazione sta avvenendo a una velocità che non si è mai vista prima“, ha ammesso la Sandberg. “Però non dobbiamo dimenticare che la tecnologia non crea solo posti di lavoro tecnologici.“ Una statistica, citata da Eric Schmidt, infatti, mostra che per ogni posto di lavoro “tecnologico” si vengono a creare altri 5/7 posti di lavoro in altre aree economiche. La statistica non parla in realtà dei posti di lavoro (e delle tipologie) che invece la rete ha sostanzialmente soffocato; forse è davvero un mercato alla cui velocità non siamo abituati e per tirare le somme occorrerà attendere.



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